Cecilia Limone

La preparazione atletica per agonisti nel mondo dello sci

Chiedetemi di scrivere e io sono felice, chiedetemi di scrivere di sci e di preparazione atletica e io sono felicissima! Ezio e Matteo di Total Team Valsusa forse lo sapevano 😉 e così mi hanno chiesto di scrivere un pezzo per ripercorrere il lavoro di preparazione atletica svolto nell’ultimo anno con i giovani atleti del Racing Team Vialattea, raccontando al contempo il senso e gli obiettivi di quel lavoro secondo la mia visione, nonché il modo in cui sia io sia i ragazzi abbiamo vissuto questa esperienza.


Grazie alla collaborazione con Total Team Valsusa, ho iniziato a seguire i giovani atleti (Arianna, Benedetta, Filippo, Ginevra, Giorgia, Giulia, Ivan, Virginia, Vittoria) del Racing Team nel settembre 2022.

Fin dal primo incontro con i ragazzi, ho cercato – come è mia abitudine – di “indagare”, approfondire e comprendere le esigenze e le aspettative di ciascuno di loro rispetto al lavoro di preparazione atletica che avremmo intrapreso e agli obiettivi sciistici per la successiva stagione di gare. Ciò con diversi intenti: orientare (e periodicamente monitorare) la programmazione degli allenamenti; iniziare a conoscere questi giovani atleti che mi venivano affidati e che in qualche misura avrei voluto accompagnare sulla strada verso le rispettive ambizioni sportive; renderli fin da subito consapevoli e partecipi, condividendo con loro – come tuttora e sempre cerco di fare – il senso e gli obiettivi del lavoro svolto insieme. Alle mie domande e richieste, le loro espressioni e i loro volti erano sorpresi, quasi interdetti, ma via via si sono “sciolti” e si sono raccontati. E così abbiamo iniziato.


La primissima fase di lavoro, durata circa un mese con cadenza bisettimanale e svolta all’aperto, è stata dedicata a quella che mi piace definire “educazione al movimento”: certo, con ragazzi giovani, che praticano sport, il più delle volte fin da piccolissimi, e che sono motoriamente evoluti, è tendenzialmente tutto molto semplice; ma credo che questo passaggio sia sempre prioritario, da un lato per creare in ciascuno consapevolezza e percezione del proprio corpo e di come esso funziona e si muove, dall’altro per gettare basi solide a livello di schemi motori e di movimento, per poi costruire gli allenamenti e la preparazione atletica specifica.


Dopodiché, anche per l’avvicinarsi della stagione più fredda, ci siamo spostati all’interno, nel mio studio 360 TRAIN DIFFERENT, dove, grazie all’attrezzatura disponibile, ho potuto avviare una progressione e una differenziazione degli allenamenti, sia in termini di carichi e intensità, sia in termini di tipologia di lavoro.

Un primo focus è stato costituito dallo sviluppo della forza: da un lato, la forza è la base per l’allenamento e l’incremento di tutte la altre capacità motorie (coinvolte anche nella pratica dello sci) ed è quindi imprescindibile; dall’altro, i ragazzi erano ancora lontani dalle prime gare e si poteva sfruttare il periodo per un lavoro di quel tipo. Naturalmente, ogni lavoro, esercizio, tipologia di allenamento, ed in particolare quelli mirati alla forza, sono stati – e sono sempre – studiati e svolti con attenzione, cautela e giusta progressione in considerazione della giovane età dei ragazzi, che rientrano tutti nella fascia 13-16 anni e che quindi si trovano in fase di crescita e sviluppo.


D’altro canto, so di andare un po’ controcorrente nel sostenere che per sciare – e anche per sciare bene e veloce – non occorre avere una forza “mostruosa”… ma cerco di esplicitare questa idea: vero che soprattutto la sciata moderna e la sciata agonistica sono prestazioni molto “fisiche” e richiedono una forza muscolare ben sviluppata per consentire allo sciatore/atleta di sostenere tutte le forze esterne a cui è assoggettato in curva e di gestire tutte le situazioni e condizioni in cui può trovarsi; ma per sciare bene, in modo efficace e veloce, sono altrettanto se non più importanti tutte le altre capacità motorie (velocità, reattività, coordinazione, destrezza, potenza, esplosività, anticipazione, ritmo, ecc.), che quindi vanno ugualmente, e forse più intensamente, allenate. Non si può essere veloci, potenti, esplosivi, rapidi, ecc. se non si è forti, ma, di contro, è poco utile essere molto forti in un movimento di base se non si è poi in grado di “declinare” ed esprimere questa forza in modo efficace ed efficiente in movimenti, lineari e laterali, che siano controllati e coordinati oppure esplosivi oppure veloci ecc.

Insomma, la forza, a mio avviso, è importante a) nella misura in cui costituisce la base di tutte le altre capacità; b) a livello mentale, perché sapere di essere forti fisicamente permette di sentirsi sicuri di poter affrontare e gestire ogni situazione ed ogni condizione (ghiaccio, buche, scalini, vasche, neve molle, salti, compressioni, ecc.), anche la più difficile ed imprevista, in campo libero o nel tracciato.


Per questo motivo, nel proseguire il lavoro di preparazione atletica e visti anche l’avvicinarsi della stagione agonistica e la correlata necessità di “allentare” l’allenamento della forza, ho impostato un ulteriore focus di lavoro, e cioè lo sviluppo e l’allenamento di varie altre capacità motorie e atletiche, attraverso diverse metodologie di allenamento: in primis, la pliometria, che, oltre ad essere piuttosto divertente e sfidante per i ragazzi, viene utilizzata con l’obiettivo di migliorare il salto, l’agilità, la velocità e l’accelerazione, la forza massimale e la forza esplosiva.


Questa impostazione di lavoro, che – semplificando all’osso – sto portando avanti, ha lo scopo di a) allenare molte qualità e capacità che hanno un transfer positivo sulla performance sportiva, migliorandola significativamente e b) rinforzare le strutture muscolari, tendinee, legamentose ed ossee, favorendo la prevenzione degli infortuni. Questi infatti, sono, a mio avviso, i due obiettivi fondamentali della preparazione atletica finalizzata ad uno sport specifico. Io sono dell’idea che per migliorare a sciare si debba sciare, sia perché lo sci, così come altri sport, non è replicabile al 100% a secco, sia perché per fare esperienza, accumulare bagaglio, sperimentare quante più situazioni e condizioni possibili, non c’è altra via che sciare e fare tracciati su tracciati; ma ciò che si può fare solo con la preparazione a secco è allenare e migliorare molte qualità e capacità che sono implicate nello sci, al fine di favorire la prevenzione degli infortuni e di incrementare la performance sportiva: in questo una buona preparazione atletica può davvero fare la differenza.

Come sempre, la soluzione vincente sembra stare nel giusto e misurato mix tra allenarsi a sciare e allenarsi in palestra.


Tra l’altro, credo che condividere gli allenamenti in palestra oltre a quelli in pista fornisca a questi ragazzi, che – prima che sciatori e atleti – sono amici, un’ulteriore occasione per vivere e condividere momenti, esperienze, emozioni e quindi per rafforzare i loro legami e la loro amicizia, anche attraverso le sfide, la fatica e il sudore che gli allenamenti in palestra comportano. Per di più, nel tempo anche il rapporto che i ragazzi hanno instaurato con me si è intensificato ed approfondito e mi sento di dire che ormai abbiamo creato un legame di confidenza, arricchimento e scambio reciproci, che sta rendendo questa esperienza per me molto significativa sia professionalmente, sia umanamente, per loro – mi pare – proficua e formativa. Credo che quello che ci unisce e ci fa stare sulla stessa “frequenza” sia lo sperimentare, vivere e condividere (o l’aver sperimentato, vissuto e condiviso) le stesse cose: in primis, la passione per lo sci e le emozioni che lo sci regala; e poi tutto il resto: che cosa si fa e che cosa si prova mentre si scia, come si muove il corpo durante una curva, che sensazioni i piedi e il corpo restituiscono durante una discesa, quali dinamiche, situazioni e difficoltà si possono verificare sia durante una prova sia nel contesto di allenamento; ma anche come si svolgono una sessione di allenamento, una trasferta con mille kg di bagagli, zaini e attrezzatura al seguito, una giornata in ghiacciaio, le pause per rifocillarsi, i pensieri durante le risalite, le sfide a cronometro, le chiacchiere in ski-room (mentre gli allenatori preparano gli sci ;-)), i momenti pre-gara, i rapporti tra compagni di allenamento e con gli allenatori, le fatiche – fisiche e non – e soprattutto le emozioni – positive e non – che questo sport e il suo mondo comportano.


Nel periodo invernale, il lavoro in palestra ha necessariamente subito un rallentamento perché i ragazzi si sono allenati molto in montagna sugli sci, hanno fatto molte trasferte per seguire il circuito di gare e ovviamente sono stati anche piuttosto – e giustamente, aggiungo – impegnati con lo studio e la scuola: perciò, ho cercato di predisporre un lavoro di “mantenimento” ad ampio spettro, che fosse compatibile con tutto il resto e soprattutto sostenibile e non eccessivamente stressante per i ragazzi… che sono stati davvero bravi a portare avanti tutto, conseguendo brillanti risultati nella gare e quindi grandi soddisfazioni! Anche i feedback che ricevevo, direttamente da loro ma anche dai loro allenatori, sono sempre stati positivi rispetto all’utilità del lavoro di preparazione atletica, che – a loro dire – ha permesso da un lato di allenarsi in condizioni fisiche sempre migliori e quindi di svolgere gli allenamenti specifici in modo più efficiente e produttivo, migliorando anche il recupero, dall’altro di distinguersi in diverse competizioni con performance molto positive, dall’altro ancora di scongiurare pressoché del tutto il rischio infortuni. E’ bello e anche molto soddisfacente incappare in direttori di club e allenatori che, come quelli del Racing Team Vialattea (Federico Costantini, Andrea Giacopazzi e Matteo Nicotera), credono ed investono tanto nella preparazione fisica dei loro giovani atleti. Ed è altrettanto bello, soddisfacente e stimolante trovare giovani atleti che ugualmente ci credono e soprattutto si impegnano ed investono il loro tempo e le loro energie in questo, sperimentandone poi benefici e utilità.


Dopo la fine della stagione invernale e di gare, diversi ragazzi, a cui si sono uniti Jacopo e, per qualche sessione, Vittoria G., sono tornati a pieno ritmo alla preparazione atletica: con loro, dopo un paio di settimane di “scarico”, con lavori mirati a recuperare forze ed energie e a predisporre nuovamente i muscoli e il corpo alla imminente fase di carico, ho intrapreso la programmazione studiata per il periodo estivo/autunnale, “ad incastro” con il programma di allenamenti e trasferte dello sci club; altri ragazzi, invece, si sono concentrati sullo studio per le battute finali della scuola e hanno poi ripreso con gli altri appena dopo la fine di lezioni ed esami.


La stagione estiva in corso sta vedendo i giovani atleti impegnati in diversi periodi di allenamento in ghiacciaio o negli ski-dome, ai quali alternano comunque sempre l’allenamento in palestra o – se si trovano in trasferta – all’aperto: i periodi più lunghi di stop dallo sci sono dedicati all’allenamento della forza, sempre abbinato a lavori focalizzati sulle altre capacità; per lo più a queste ultime sono invece orientati gli allenamenti più ravvicinati alle trasferte; e infine, nei pomeriggi delle giornate di allenamento sugli sci, i ragazzi, oltre a riposarsi dalle fatiche del ghiacciaio e a dedicarsi ad attività ludiche e divertenti, svolgono sessioni di defaticamento e recupero per evitare sovraccarichi non necessari ed essere nuovamente pronti al lavoro in pista il giorno successivo.


La stessa impostazione sarà seguita anche nel periodo autunnale, che sarà strutturato pressoché come quello del 2022, ma prima… corpo e mente degli atleti devono riposare e recuperare: il recupero è importante tanto quanto l’allenamento, quindi meritate vacanze e meritato relax per tutti!